riciclo
La governance dei rifiuti è complessa e articolata, investendo tutti i livelli istituzionali, oltre che gli organismi tecnici di supporto e controllo. Mentre allo Stato spettano funzioni d’indirizzo e di individuazione degli obiettivi di qualità, alle Regioni compete la predisposizione dei piani regionali, l’autorizzazione all’esercizio delle operazioni di smaltimento e recupero, la delimitazione degli Ato (ambiti territoriali ottimali) e la riattribuzione delle competenze delle soppresse Autorità d’ambito. Alle Province restano funzioni amministrative riguardanti la programmazione e l’organizzazione del recupero e dello smaltimento per il proprio territorio, nonché il controllo periodico su attività di gestione, intermediazione e commercio dei rifiuti. I Comuni concorrono alla gestione dei rifiuti urbani e assimilati attraverso la partecipazione agli organismi di governo locale. Ai Comuni compete anche la definizione, con propri regolamenti, delle modalità del servizio di raccolta e trasporto, del conferimento e della raccolta differenziata.
Nel processo intervengono anche Ispra con attività tecnico-scientifiche, le Arpa, quale strumento di supporto alle Regioni e alle Province nell’esercizio delle rispettive funzioni, i consorzi volontari e obbligatori mentre l’Osservatorio nazionale rifiuti per la verifica dei costi di recupero e smaltimento e i livelli di qualità dei servizi è stato soppresso e di fatto oggi i compiti sono svolti da Ispra. Il modello organizzativo dimostra la grande complessità del sistema. La situazione attuale di smaltimento e recupero dei rifiuti in Italia ben rappresenta la distribuzione degli impianti, nonché la diversità di posizione delle regioni italiane in termini di rischio emergenza.
La politica dei commissariamenti si è tradotta in un’impennata dei costi di smaltimento a carico dei cittadini abbinato alla mancata realizzazione di impianti idonei alla chiusura del ciclo associato all’infiltrazione sistemica della criminalità non solo in Campania, ma anche in Calabria e Sicilia presentate dalla Commissione d’inchiesta nella XVI legislatura. Anche nel settore delle bonifiche i commissariamenti non hanno dato in generale risultati positivi, anzi si sono spesso tradotti in contenziosi con il Ministero competente: ciò è capitato a Bussi sul Tirino in Abruzzo, e a Cogoleto in Liguria.
È necessario quindi riportare il sistema – sia nella gestione dei rifiuti, sia nelle bonifiche – all’interno dell’ordinarietà assegnando i Siti di interesse nazionale al ministero dell’Ambiente.
Come gestire il ciclo integrato dei rifiuti
Vorrei indicare per punti schematici le azioni necessarie per intraprendere oggi un percorso innovativo nel ciclo dei rifiuti urbani.
1. Prevenire la produzione dei rifiuti è la vera risposta attraverso il Piano nazionale per la prevenzione dei rifiuti e con la responsabilità estesa del produttore (in Italia non applicata pienamente).
Prevenire la produzione di rifiuti da smaltire significa impegnarsi per:
a) lo sviluppo di Ecodesign del prodotto
b) la riduzione dei rifiuti generati dall’imballaggio e confezionamento delle merci coinvolgendo la Grande distribuzione organizzata e l’industria del packaging
c) lo sviluppo del GPP (Green Public Procurement) anche per le imprese non pubbliche
d) premiare l’LCA (Life Cycle Assessment) attraverso un’unica metodologia per scegliere i prodotti meno impattanti ambientalmente e le individuazioni delle BAT (Best Available Technologies) per il trattamento dei rifiuti
e) incrementare la raccolta differenziata, che rappresenta lo strumento più importante per favorire il riciclaggio dei rifiuti e l’avvio della economia circolare; forti degli importanti risultati raggiunti, occorre continuare a svilupparla
f) migliorare la qualità del materiale da avviare a riciclaggio, attraverso un’efficace e continua comunicazione verso i cittadini, una buona organizzazione della raccolta differenziata, un sistema di controlli e la presenza di impianti di selezione tecnologicamente avanzati
g) superare i bacini provinciali, consentendo di ottimizzare l’utilizzo della dotazione impiantistica regionale, che può essere adoperata con maggiore flessibilità; tale superamento potrebbe consentire anche di ottimizzare la gestione dei flussi di conferimento dei rifiuti verso gli impianti, con benefici ambientali ed economici, derivanti in particolare dalla riduzione dei trasporti
h) definire una tariffa che rappresenti uno strumento utile per premiare i comportamenti virtuosi e incentivare le buone pratiche, sia per quanto concerne il riciclaggio che per la prevenzione; vanno previste tariffe di smaltimento diversificate per i singoli enti locali, in base alla quantità di rifiuto indifferenziato prodotto per abitante equivalente e non avviato a recupero come materia.
Per quanto concerne i rifiuti speciali e la loro assimilazione occorre ricordare che in alcune Regioni le istituzioni si sono occupate anche di questi, offrendo servizi di raccolta, trattamento e smaltimento degli speciali tramite i gestori pubblici dei rifiuti urbani.
Tuttavia, la conservazione delle politiche di assimilazione deve essere regolata, al fine di ottenere due importanti risultati:
– l’uguaglianza dei criteri di assimilazione
– l’introduzione di meccanismi di prevenzione dei rifiuti assimilati.
Il ruolo delle Agenzie ambientali
Il ruolo delle Agenzie ambientali regionali è molto importante, le Arpa e le Appa svolgono in via prioritaria – anche in collaborazione con altri organi di polizia giudiziaria – la funzione di controllo degli impianti di gestione dei rifiuti e sul ciclo dei rifiuti in generale. Occorre affidare alle Agenzie tutte le competenze tecniche riguardo all’impatto ambientale che possono generare eventuali impianti di trattamento e smaltimento dei rifiuti.
Per elaborare il piano di prevenzione è opportuno sia richiesto il supporto delle Arpa e delle Appa in virtù delle esperienze maturate sul GPP (Green Public Procurament), l’applicazione del LCA (Life Cycle Assessment) e i processi di Contabilità ambientale.
È molto importante che sia approvata la proposta di legge sulle Agenzie ambientali oggi in attesa di votazione al Senato, dopo essere stata approvata all’unanimità alla Camera dei deputati. In questo caso l’unica fonte ufficiale dei dati relativi al ciclo dei rifiuti sarebbero le Agenzie e quindi l’Ispra.
In sintesi occorre un maggior coinvolgimento del Governo nella pianificazione, un investimento sull’impiantistica al Centro Sud, una nuova governance articolata per bacini regionali, un’Authority sui rifiuti, e una reale copertura dei costi del servizio.
È inoltre necessario introdurre meccanismi di liberalizzazione per i Consorzi obbligatori, una semplificazione normativa e un maggior controllo ex post. Occorre affrontare il tema delle garanzie finanziarie per chi gestisce discariche ed è indispensabile un sistema dei controlli più efficace, oltre che il coinvolgimento dei cittadini. A questo proposito mi piace riportare una frase tratta da L’assalto alla ragione di Al Gore nel 2007:
“Per avere una democrazia compiuta nel mondo contemporaneo senza togliere nulla all’importanza dell’istruzione è fondamentale l’interconnessione della cittadinanza. Una cittadinanza ben interconnessa è formata da uomini e donne che discutono e dibattono idee e progetti, verificando continuamente la validità delle informazioni e delle impressioni ricevute gli uni dagli altri, al pari di quelle ricevute dal proprio governo. Nessuna cittadinanza può essere ben informata senza un flusso costante di oneste informazioni e senza la possibilità di partecipare a pieno titolo alla discussione delle scelte che la società deve compiere”.

2017-01-23T12:20:57+00:00